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Filiera Italia presenta la nuova associazione Unione Quarta Gamma

Nasce l'AOP Unione Quarta Gamma: Filiera Italia aggrega il 60% del mercato per rafforzare la filiera nei rapporti con la GDO.

Filiera Italia ha presentato a Palazzo Rospigliosi a Roma la nuova AOP Unione Quarta Gamma, l’Associazione di Organizzazioni di Produttori dedicata alle insalate in busta che aggrega oltre il 60% della produzione agricola italiana del comparto. La nascita dell’associazione — avvenuta alla presenza del ministro Lollobrigida, del Presidente di Coldiretti Ettore Prandini, del Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, dell’AD di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, di Maura Latini (Coop Italia), Francesco Avanzini (Conad), Carlo Buttarelli (Federdistribuzione) e Maurizio Vittori, Vice Presidente della nuova AOP — risponde alla necessità di costruire un fronte produttivo più solido nei confronti della grande distribuzione organizzata.

Il problema di fondo è strutturale: l’Italia è primo Paese al mondo per consumo pro capite di insalate in busta, con un mercato che vale oltre un miliardo di fatturato, eppure dal 2010 a oggi la Quarta gamma è cresciuta solo dell’1,5%, contro il 18% dell’ortofrutta nel suo complesso. A penalizzare il comparto sono la frammentazione produttiva, la polverizzazione dell’offerta e l’assenza di rapporti negoziali strutturati con la GDO — un deficit che l’aggregazione punta a colmare restituendo potere contrattuale ai produttori.

La nuova associazione si propone di intervenire su logistica, sostenibilità — con focus su shelf life e packaging — digitalizzazione della filiera e nuovi modelli contrattuali, puntando sull’innovazione di sistema più che sul prodotto. Obiettivo parallelo è comunicare ai consumatori il valore delle insalate in busta come componenti fondamentali della Dieta Mediterranea.

Filiera Italia è lo spazio naturale dove far nascere è crescere questa associazione – afferma Luigi Scordamaglia Ad di Filiera Italia – negli anni abbiamo sviluppato e sostenuto filiere verticali – pasta, pomodoro, carni, latte e tante altre – guardare oggi alla IV Gamma per noi è naturale: le imprese più significative del comparto sono già nostre socie. Oggi più che mai serve alleanza con tutte le componenti della filiera presenti,  un passo fondamentale che ora trova una risposta concreta anche nel quadro normativo europeo approvato la scorsa settimana grazie al lavoro svolto insieme a Coldiretti ed al Governo italiano, relativo alle Organizzazioni Comuni di Mercato e alla collaborazione contro le pratiche commerciali scorrette. Nonostante il tasso di penetrazione del prodotto sia vicino al 90% – conclude Scordamaglia – oggi il consumatore ancora non possiede tutte le informazioni corrette per un consumo consapevole di questo prodotto che oltre ad essere time-saving è un ingrediente alla base della longevità che la nostra dieta garantisce“.

“Oggi parliamo di un mercato che supera il miliardo di euro, eppure la crescita del comparto non è in linea con le sue potenzialità – dichiara Ettore Prandini, presidente ColdirettiPer questo la nascita di Unione Quarta Gamma, in un momento di forti tensioni geopolitiche che stanno destabilizzando i mercati con rincari significativi e speculazioni, è un passaggio decisivo per aggregare la produzione, per rafforzare il potere contrattuale dei produttori, superare la frammentazione e restituire valore a tutta la filiera. È un progetto che può segnare una svolta per un settore strategico del Made in Italy, anche attraverso innovazione nella logistica, nella sostenibilità e nei modelli contrattuali, per garantire futuro alle imprese agricole e maggiore trasparenza ai consumatori”.

“La nascita di Unione Quarta Gamma è il segnale che quando la filiera lavora insieme si possono costruire progetti capaci di dare più forza agli agricoltori. In una fase in cui registriamo l’aumento dei costi energetici, del gasolio agricolo e dei fertilizzanti, diventa ancora più importante rafforzare la rappresentanza e costruire un vero patto di filiera – ha affermato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo -. L’obiettivo è chiaro: garantire una equa distribuzione del valore lungo tutta la catena produttiva e assicurare al tempo stesso trasparenza e rispetto nei confronti dei cittadini consumatori, con i quali Coldiretti ha stretto un patto che intende continuare a mantenere. È su questi valori che lavoriamo in Italia e in Europa, portando avanti la battaglia contro pratiche come la vendita sotto i costi di produzione e sostenendo modelli di filiera che favoriscano rapporti corretti e duraturi tra produzione e distribuzione, contrastando la concorrenza sleale e la corsa al ribasso dei prezzi che penalizza le imprese agricole”.

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