HomeAziendeDal campo al vasetto: come Barilla monitora la filiera del basilico

Dal campo al vasetto: come Barilla monitora la filiera del basilico

Per Barilla, la verifica della sicurezza alimentare inizia prima della fase produttiva. Il monitoraggio riguarda le coltivazioni, la selezione delle materie prime, la lavorazione e il confezionamento finale.

Il Gruppo effettua fino a 650.000 analisi l’anno su ingredienti e materiali di imballaggio, con una frequenza superiore a un controllo al minuto. Alle attività partecipano 250 professionisti tra tecnici, esperti e manager, oltre a una rete di agricoltori partner e laboratori specializzati.

Durante il raccolto del basilico, l’attenzione si concentra sulla filiera destinata alla produzione del pesto. In questo percorso, lo stabilimento di Rubbiano, nella Food Valley italiana, rappresenta uno dei principali punti operativi.

Analisi del rischio e strumenti digitali

La valutazione delle materie prime avviene attraverso protocolli di controllo dedicati. Le verifiche considerano fattori climatici, pratiche agronomiche e condizioni logistiche che possono incidere sulla sicurezza degli ingredienti.

Nel caso delle colture cerealicole, temperatura, umidità e precipitazioni possono favorire la presenza di contaminanti naturali, come le micotossine. Per individuare preventivamente eventuali criticità, Barilla utilizza modelli predittivi e strumenti digitali a supporto delle decisioni lungo la filiera.

I dati raccolti vengono elaborati per intervenire sui processi e accelerare la gestione delle possibili anomalie. La digitalizzazione serve inoltre a rendere disponibili informazioni e conoscenze tra le diverse aree dell’organizzazione.

Basilico, formazione e supporto agli agricoltori

La filiera del Pesto Barilla si basa sul lavoro degli agricoltori impegnati nella coltivazione del basilico. In questo ambito opera l’Accademia del Basilico, programma sviluppato con Dinamica, ente di formazione agroalimentare certificato in Emilia-Romagna, e con il supporto di Open Field.

Il percorso alterna momenti teorici e attività in campo. Le iniziative riguardano la salute del suolo, la gestione integrata delle problematiche fitosanitarie, la selezione delle varietà e l’uso di strumenti di Agricoltura 4.0 per definire interventi più mirati durante il ciclo produttivo.

L’iniziativa rientra nel programma Barilla Sustainable Farming, dedicato alle filiere di grano duro, grano tenero, segale e basilico. Il programma coinvolge 6.835 agricoltori e punta a sostenere continuità produttiva, trasferimento delle competenze e adattamento delle filiere. Il sistema comprende anche la certificazione di terza parte ISCC PLUS.

Rubbiano e la trasformazione del basilico

Nello stabilimento di Rubbiano vengono lavorate ogni anno oltre 10.000 tonnellate di foglie di basilico. Le materie prime sono acquistate intere per mantenerne l’integrità e ridurre i rischi di contaminazione.

Il funzionamento degli impianti e il rispetto dei parametri produttivi vengono seguiti in tempo reale da una sala di controllo centrale. La sicurezza microbiologica è affidata a trattamenti termici specifici.

Le verifiche proseguono nella fase di confezionamento. Sistemi automatici controllano la chiusura dei vasetti, mentre le tecnologie a raggi X esaminano l’integrità delle confezioni. I sistemi di visione ottica intercettano eventuali anomalie nelle etichette, comprese quelle relative alle informazioni sugli allergeni.

Il laboratorio interno svolge analisi microbiologiche su ogni lotto. I vasetti lasciano lo stabilimento solo dopo il completamento dei controlli previsti.

Certificazioni ambientali ed energia

Il sito di Rubbiano rientra nel sistema di gestione del Gruppo certificato ISO 14001 e ISO 50001. Dal 2008, l’energia elettrica utilizzata nello stabilimento è interamente coperta da Garanzie di Origine provenienti da fonti rinnovabili.

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