Il costo di un carrello della spesa tipo, composto da 35 articoli alimentari e per la casa acquistati regolarmente nei principali mercati europei della grande distribuzione (EU6), ha toccato 95,35 euro, in crescita di 4,86 euro (+5,4%) rispetto ad aprile 2023. È quanto emerge da un’analisi di Circana, che fotografa un quadro di prezzi ancora elevati nonostante il rallentamento dell’inflazione rispetto ai picchi precedenti.
Il dato più interessante per il settore retail riguarda le differenze tra i canali distributivi nazionali. La Germania si conferma il mercato più conveniente, con un carrello da 71,20 euro, circa 24 euro sotto la media EU6, grazie a un settore alimentare tra i più competitivi d’Europa: la diffusione capillare dei discount e la concorrenza sui prezzi mantengono la spesa quotidiana su livelli contenuti, pur in presenza di un aumento del 6,5% negli ultimi tre anni.
Sul fronte opposto si collocano Francia (104,43 euro), Regno Unito (100,13 euro) e Paesi Bassi (98,58 euro), i mercati più cari tra quelli monitorati. Il Regno Unito, in particolare, registra l’incremento più marcato in assoluto: +9,07 euro (+10,0%) da aprile 2023, quasi il doppio della media EU6.
Per la distribuzione, il segnale più rilevante riguarda il comportamento d’acquisto dei consumatori, sempre più orientati alla ricerca del valore. Ananda Roy, SVP Consumer Goods Industry Advisor di Circana, ha dichiarato: “Sebbene l’inflazione abbia rallentato, i consumatori stanno ancora pagando molto di più per i beni di uso quotidiano rispetto a pochi anni fa. Poiché i bilanci delle famiglie rimangono sotto una certa pressione, la clientela continua a dare priorità al valore, cercando promozioni, cambiando negozio e gestendo con attenzione ciò che inserisce nel proprio carrello.”
Un aspetto che tocca direttamente le strategie di retail e trade marketing, chiamati a rispondere con leve promozionali e posizionamento prezzo in un contesto di fiducia dei consumatori ancora debole.
Le previsioni per i prossimi mesi non indicano un’inversione di rotta. Roy ha aggiunto: “L’inflazione alimentare dovrebbe superare l’inflazione generale per il resto del 2026, con le tensioni geopolitiche e le perturbazioni della supply chain che pesano sulla fiducia dei consumatori. Di conseguenza, è probabile che i clienti restino molto attenti al valore, dando priorità agli acquisti essenziali, cercando promozioni e gestendo con attenzione i budget familiari sia nelle categorie alimentari sia in quelle non alimentari.”
Uno scenario che impone alla distribuzione organizzata un monitoraggio costante delle strategie di pricing e delle politiche promozionali nei prossimi mesi.



