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Altroconsumo B2You: ingredienti e provenienza contano più del prezzo

L’analisi su circa 1.000 consumatori mostra acquisti più consapevoli, maggiore attenzione alle informazioni e una fedeltà ai marchi sempre meno scontata.

Ingredienti, materiali e provenienza pesano più del prezzo nella percezione della qualità. È uno dei dati che emerge dall’analisi condotta da Altroconsumo B2You su circa 1.000 panelisti di Qualify (“i qualifier”), la community di consumatori che fa capo all’organizzazione.

Per circa 800 rispondenti su 1.000, infatti, la qualità dipende prima di tutto dagli ingredienti e dai materiali utilizzati. Più della metà considera rilevanti anche l’origine e la provenienza delle materie prime, mentre la “marca affidabile” è, tra i fattori presi in esame, quello che incide meno come indicatore automatico di qualità.

Il prezzo, a sua volta, viene considerato spesso un buon indicatore della qualità soltanto da circa un intervistato su quattro. Un dato che mostra come il posizionamento di marca e il costo del prodotto, da soli, non siano più sufficienti a orientare le scelte di acquisto.

Il consumatore tende a confrontare, verificare e cercare informazioni attraverso fonti diverse. Legge le etichette anche direttamente davanti allo scaffale e consulta contenuti online prima e durante l’acquisto. Quando le informazioni disponibili non risultano convincenti, può arrivare a rinunciare al prodotto. Anche il posizionamento premium, quindi, non garantisce automaticamente fiducia: il valore dichiarato deve essere dimostrabile e verificabile.

Questa dinamica modifica anche le priorità nella comunicazione di prodotto. Per le aziende, la leggibilità delle etichette, la trasparenza sulla composizione e la chiarezza delle certificazioni non rappresentano soltanto scelte di packaging o adempimenti normativi, ma leve che possono incidere direttamente nel momento della decisione d’acquisto.

La ricerca evidenzia inoltre il ruolo sempre più rilevante dei canali digitali. In caso di dubbi su un prodotto, quasi la metà degli intervistati, circa 430 su 1.000, dichiara di cercare informazioni online, spesso mentre si trova già nel punto vendita. La seconda risposta più frequente, indicata da circa 300 persone, è invece la rinuncia all’acquisto senza effettuare ulteriori verifiche.

Il negozio non coincide quindi sempre con la fase finale del processo decisionale, ma diventa uno dei passaggi di un percorso che attraversa in modo continuo canali fisici e digitali. Per aziende, brand e retailer questo implica la necessità di assicurare informazioni chiare, coerenti e facilmente accessibili lungo l’intero percorso d’acquisto, trattando i contenuti digitali di prodotto con la stessa attenzione riservata al punto vendita.

Accanto alla ricerca di informazioni, l’analisi registra anche un cambiamento più ampio nelle abitudini di consumo. Molti panelisti riferiscono di avere modificato stabilmente il proprio modo di fare la spesa, aumentando l’attenzione al prezzo e al risparmio e cercando il miglior rapporto qualità/prezzo per contenere i costi senza rinunciare alla qualità.

Tra i comportamenti citati compaiono anche un maggiore ricorso ai discount, una ricerca più frequente delle promozioni, una riduzione degli acquisti impulsivi e una maggiore pianificazione della spesa. Questi cambiamenti hanno conseguenze dirette anche per le strategie di retention e loyalty.

La fedeltà al marchio continua a esistere, ma non è incrollabile. A più di 600 intervistati è capitato di smettere di acquistare almeno un prodotto comprato spesso. La motivazione indicata con maggiore frequenza è l’avere trovato un’alternativa ritenuta migliore, seguita dall’aumento del prezzo.

Nel complesso, il processo di acquisto deriva da una valutazione che comprende prezzo, qualità percepita, ingredienti, provenienza, esperienza d’uso e informazioni disponibili online. Anche le scelte consolidate possono essere riviste quando il consumatore individua alternative considerate più valide.

Per aziende, brand e retailer il confronto avviene quindi all’interno di un processo decisionale più articolato, nel quale prodotto, comunicazione e qualità delle informazioni concorrono insieme a orientare le decisioni di acquisto.

“Da oltre cinquant’anni Altroconsumo affianca i consumatori nelle scelte, analizza comportamenti ed esigenze per comprendere l’evoluzione e contribuire attivamente alla trasformazione del mercato. Oggi cresce l’attenzione alla qualità reale dei prodotti e all’affidabilità delle informazioni. Monitorare questi fenomeni aiuta a capire meglio le dinamiche di consumo e a promuovere rapporti più trasparenti e consapevoli tra cittadini e imprese”, commenta Federico Cavallo, Responsabile Public Affairs e Media Relations di Altroconsumo.

Benedetta De Michelis, Responsabile Business Development di Altroconsumo B2You, commenta: “Dalla nostra analisi emerge un consumatore molto più attivo e autonomo rispetto al passato, che tende a verificare informazioni, ingredienti e caratteristiche dei prodotti prima di acquistare. Per le aziende questo significa che la fiducia non può più basarsi solo sul posizionamento o sulla notorietà del marchio, ma deve essere costruita attraverso trasparenza, coerenza e capacità di dimostrare concretamente il valore di ciò che si comunica. Comprendere questi comportamenti rappresenta oggi un vantaggio competitivo importante per sviluppare strategie di comunicazione, customer experience e prodotti più coerenti con le aspettative dei consumatori”.

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