Il mercato del largo consumo in Italia continua a mantenere un andamento positivo, ma dietro la stabilità dei dati emergono cambiamenti profondi nelle abitudini delle famiglie. È quanto evidenzia NielsenIQ in occasione del Linkontro 2026, appuntamento dedicato al settore del Largo Consumo in corso al Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula, che riunisce quasi 700 manager e 245 aziende tra industria e distribuzione moderna.
Nei primi quattro mesi del 2026 il Totale Negozio cresce del +2,6% a valore, mentre il Largo Consumo Confezionato registra un incremento del +1,9%. Tra i comparti più dinamici si conferma l’e-commerce, che mette a segno un +13,6%, mentre il settore Tech & Durables mostra una flessione del -1,2%, accompagnata però da una ripresa nel mese di marzo (+2,0%).
Nel confronto tra 2025 e 2024, l’Europa Occidentale registra una crescita del +3,0% nel valore dei prodotti FMCG, sostenuta soprattutto dall’aumento dei prezzi (+2,5%), a fronte di volumi quasi stabili (+0,4%). L’Italia si distingue per una dinamica inflattiva più contenuta, ma anche per una maggiore sensibilità dei consumatori agli aumenti di prezzo. Il risultato è una spesa redistribuita in modo diverso: acquisti più frequenti, carrelli meno concentrati e attenzione crescente al valore percepito.
“Il 2026 si apre all’insegna di una stabilità solo apparente: anche se i consumi restano costanti diventano sempre più frammentati e guidati da scelte di convenienza”, afferma Enzo Frasio, Amministratore Delegato di NIQ Italia. “Siamo anche di fronte a una alta infedeltà: in media, le famiglie italiane frequentano abitualmente 6,3 insegne brick & mortar all’anno. Segnale, questo, di una competizione sempre più intensa, amplificata dall’online, che accelera e guadagna quote di mercato raggiungendo nel 2025 una share significativa – 19,4% nel pet e 16,3% nel beauty”.
Secondo Frasio, a incidere sui comportamenti di acquisto sono anche le trasformazioni demografiche e sociali: nuclei familiari differenti, maggiore attenzione a salute e benessere e riduzione delle scelte impulsive stanno ridefinendo il rapporto con il consumo. “Oggi più che mai il successo passa dal comprendere chi davvero percorre i corridoi dei supermercati”, aggiunge.
Il tema dei prezzi continua a rimanere centrale. NielsenIQ sottolinea che l’Italia presenta il più elevato livello di elasticità al prezzo tra i principali mercati europei, con effetti diretti sui volumi di vendita in presenza di rincari. A influenzare il quadro sono anche le pressioni sui costi energetici: un aumento del +10% delle utilities può tradursi, dopo alcuni mesi, in incrementi dei prezzi a scaffale compresi tra +0,8% e +1,5%.
Le dinamiche cambiano però da categoria a categoria. Ad aprile 2026 l’olio extravergine di oliva registra un calo del -7,4% rispetto all’anno precedente, mentre le tavolette di cioccolato segnano un aumento del +13% rispetto ad aprile 2025.
Parallelamente cambia anche la composizione del carrello. Nell’anno mobile terminante a marzo 2026 la spesa media per famiglia cresce del +2,6%, mentre la frequenza d’acquisto aumenta del +7,6%. Il dato sale al +12,8% tra le famiglie giovani con figli sotto i 24 anni. La tendenza è quella di acquisti più frequenti e meno orientati alle scorte.
A sostenere la crescita è soprattutto il comparto del fresco, che nel confronto tra 2025 e 2026 segna un +4,0%. Positive le performance di frutta e verdura (+5,5%), macelleria e polleria (+6,8%) e prodotti freschi confezionati (+3,7%). Più contenuta invece la crescita degli alimentari confezionati (+1,3%), mentre i salumi registrano una flessione del -2,6%.
Secondo l’analisi di NielsenIQ, il 70% della crescita dei volumi è concentrato in sole 20 categorie. Tra queste figurano kefir (+50%), frutta esotica (+31%), semi (+29%), yogurt proteici (+26%) e specialità etniche (+22%), a conferma di un’evoluzione della domanda più rapida rispetto all’offerta presente a scaffale.
Sul fronte distributivo, la riorganizzazione della rete di vendita sta premiando i punti vendita più efficienti e capaci di generare valore per metro quadro. In questo contesto, il formato del negozio conta meno rispetto alla capacità di offrire assortimenti mirati, pricing coerente e superfici gestite in modo efficace.
Nel Largo Consumo Confezionato, oltre all’e-commerce, mostrano performance positive gli ipermercati tra 2.500 e 4.499 mq, con una crescita del +6,5% a valore e del +6,3% a volume, sostenuta anche dalle nuove aperture. Più debole invece l’andamento dei formati oltre i 4.500 mq e delle superette, penalizzati dalla riduzione della rete. I discount continuano a crescere grazie all’espansione dei punti vendita, mentre i supermercati evidenziano una performance più stabile, con +1,7% a volume e +0,8% a valore.
Nel periodo gennaio-aprile 2026 si registra inoltre un riallineamento tra Industria di Marca e Marca del Distributore. All’interno di un Largo Consumo Confezionato in crescita del +1,9%, entrambe contribuiscono al mercato con un incremento del +1,8%.
“La crescita registrata dal settore dimostra la capacità di industria e distribuzione di adattarsi progressivamente, a un consumatore che cambia”, commenta Romolo de Camillis, Retailer Director di NielsenIQ. “Tuttavia, ulteriori opportunità non mancano, ma per coglierle sarà fondamentale accelerare su assortimenti leggibili, promozioni più efficienti e strategie mirate sui diversi target di clientela. In un mercato omnicanale, il valore non si crea da soli, ma insieme.”
Il Totale Largo Consumo Confezionato raggiunge nel 2025 i 117,1 miliardi di euro e si inserisce in un sistema omnicanale in cui non emerge un modello unico vincente. Ogni canale risponde a bisogni differenti e ogni categoria segue dinamiche proprie. In questo scenario, industria e distribuzione sono chiamate a collaborare lungo tutta la filiera per intercettare consumatori sempre più volatili, costruendo proposte coerenti e sostenibili nel tempo. Le scelte d’acquisto non sono più guidate soltanto dal prezzo, ma dal valore complessivo percepito.
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