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Largo Consumo Confezionato, il 2026 parte in rallentamento ma resta in territorio positivo

L’analisi di Circana evidenzia un rallentamento della crescita nei primi mesi del 2026. Il settore continua a contenere l’aumento dei prezzi e si prepara a tre possibili evoluzioni del mercato entro fine anno

Una crescita più moderata rispetto al 2025: è il quadro delineato da Circana nella sua nuova analisi previsiva sul Largo Consumo Confezionato, che individua tre possibili scenari per l’evoluzione del comparto nella seconda parte del 2026.

I dati dei primi mesi dell’anno mostrano un rallentamento rispetto alle performance registrate nel 2025. Secondo le rilevazioni aggiornate al 19 aprile 2026, il mercato cresce a valore di circa +1,6%, mentre i volumi aumentano dello 0,6%. Nonostante il rallentamento, il Largo Consumo continua a svolgere una funzione di contenimento dei prezzi: i listini registrano infatti un incremento dello 0,5%, contro il +2,2% del carrello della spesa ISTAT.

L’analisi arriva dopo un 2025 che aveva confermato la solidità del settore. Le vendite a volume erano cresciute dell’1,8%, mentre quelle a valore avevano segnato un incremento del 3,1%, sostenuto in larga parte dall’inflazione. Rispetto al periodo pre-pandemia, i volumi risultano superiori di oltre il 13%, mentre la spesa complessiva delle famiglie nel Largo Consumo è aumentata di circa 30 miliardi di euro.

A sostenere l’andamento dello scorso anno sono stati l’ampliamento degli assortimenti e la crescita di segmenti ad alto valore percepito legati al benessere e alla sostenibilità, in un contesto caratterizzato dal riaccendersi delle tensioni inflazionistiche e dalla persistente incertezza geopolitica.

Nel 2026 il segmento alimentare continua a rappresentare il principale motore del Largo Consumo. I freschi, sia a peso imposto sia a peso variabile, guidano la crescita insieme ai surgelati, mentre cura casa, cura persona e bevande mostrano andamenti più deboli o in rallentamento. Nel bimestre marzo-aprile il mercato ha inoltre registrato un temporaneo saldo a crescita zero, determinato dalla combinazione tra fenomeni di acquisto di scorta legati alle tensioni geopolitiche e una Pasqua anticipata.

Sul fronte distributivo, la crescita è sostenuta dai supermercati con superficie inferiore ai 2.500 metri quadrati. I Discount, invece, mostrano una battuta d’arresto, con una lieve riduzione della quota sul Largo Consumo pari a 0,2 punti. Dopo il buon andamento del 2025 rallenta anche la Marca del Distributore, che continua tuttavia a svolgere un ruolo importante nella tutela del potere d’acquisto grazie a una leggera crescita della quota assortimentale. Parallelamente aumenta la pressione promozionale, sebbene con risultati meno efficaci.

Le promozioni sono infatti tornate a crescere nei primi mesi del 2026: la pressione aumenta e lo sconto medio registra un lieve incremento. Tuttavia, oltre la metà delle categorie del Largo Consumo si colloca in una situazione di inefficienza promozionale, segnalando che il semplice aumento delle attività promozionali non è sufficiente a sostenere i volumi.

Per supportare le decisioni di industria e distribuzione nei prossimi mesi, Circana ha elaborato tre possibili traiettorie attraverso la piattaforma Liquid Data™, sulla base di ipotesi macroeconomiche e di filiera formulate al netto di ulteriori shock esogeni, come un peggioramento dello scenario geopolitico o eventi climatici estremi. Circana precisa che non si tratta di previsioni puntuali, ma di intervalli di una possibile evoluzione del mercato pensati per supportare le decisioni di industria e distribuzione.

Il primo scenario, denominato “Difesa dei margini”, prevede una strategia orientata alla tutela della redditività, anche a costo di una maggiore pressione sui volumi. In questa ipotesi i prezzi di vendita aumenterebbero di circa +3,2% nel corso del 2026, mentre la pressione promozionale crescerebbe in modo moderato, di 0,3 punti percentuali. A fine anno i volumi registrerebbero una flessione dello 0,6%, mentre le vendite a valore crescerebbero di circa +1,2%. Il Largo Consumo confermerebbe così la propria resilienza sul piano del fatturato, con un consumatore però ancora sotto pressione.

Lo scenario “Salvaguardia dei volumi” ipotizza invece un approccio più orientato alla competitività di prezzo e alla frequenza d’acquisto. L’incremento dei prezzi si attesterebbe intorno al +2,4%, mentre la promozionalità crescerebbe di 1,0 punto percentuale grazie a un utilizzo più intenso delle leve commerciali. In questo caso Circana stima una crescita dei volumi dello 0,5% e un aumento delle vendite a valore nell’ordine del +2,0%, privilegiando la tenuta dei consumi e delle quote di mercato rispetto alla redditività di breve periodo.

L’ultima ipotesi, definita “Scenario inflattivo critico”, rappresenta la situazione più severa per il potere d’acquisto delle famiglie italiane. I prezzi del Largo Consumo aumenterebbero di circa +5,0%, mentre la promozionalità rimarrebbe sostanzialmente stabile. In tale contesto i volumi registrerebbero una contrazione dell’1,4%, a fronte di una crescita delle vendite a valore pari al +2,5%, generata principalmente dall’aumento dei prezzi. Uno scenario che potrebbe incidere sulla composizione del carrello, favorire fenomeni di trading down e accentuare la polarizzazione dei comportamenti di acquisto.

«Nel 2025 la GDO ha consolidato la crescita assorbendo quote da altri canali. Da parte dei player c’è stata l’innovazione delle proposte che, seppur limitata, ha comunque fatto da traino nella crescita dell’LCC» commenta Marco Limonta, CPG Director – Circana. «I primi mesi del 2026 mostrano un mercato in rallentamento ma comunque sempre in crescita, con l’LCC che continua a contenere la dinamica dei prezzi rispetto al carrello ISTAT.»

Le prospettive delineate da Circana mettono dunque il settore di fronte a scelte strategiche che riguardano assortimenti, politiche di prezzo e promozionalità. La sfida sarà trovare un equilibrio tra difesa dei margini, sostegno ai consumi e capacità di reagire a eventuali nuove pressioni inflazionistiche nel medio periodo.

Leggi l’articolo anche su Horecanews.it

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